Porno che nuoce al cervello?

Porno che nuoce al cervello?

porno e cervello

porno e cervello

Il consumo regolare di immagini e filmati porno riduce le dimensioni e dunque la funzione del corpo striato  nel cervello umano.  Secondo uno studio del Max Planck Institute for Human Development di Berlino, pubblicato su Jama, si misurano differenze significative  nelle dimensioni di questa zona cerebrale negli uomini che abitualmente guardano prodotti audivisivi dal contenuto esplicitamente porno. Per  questo studio  un gruppo di volontari è stato sottoposto a risonanza magnetica durante la visione di film  porno, evidenziando una diminuzione della materia grigia nel corpo striato del cervello, porporzionale alla intensità del consumo.  Nonostante la notizia si sia diffusa in modo virale sul web, primo fornitore di materiale porno sul pianeta, lo studio non dimostra che  il consumo di porno fosse causa o conseguenza delle alterazioni nella morfologia cerebrale. Lo studio  evidenzia  esclusivamente una relazione da definire tra riduzione del corpo striato e consumo di porno.  Leggi tutto.

Marte: compatibile con la vita o con la guerra

Marte:  compatibile con la vita o con la guerra?

Marte

Marte

Diverse ricerche di ingegneria climatica si occupano di rendere il  pianeta Marte compatibile con la vita. L’ ingegneria climatica concepita originariamente per salvare la terra dalla catastrofe climatica, ha trovato fino a oggi purtroppo più applicazioni come strumento militare che come risorsa  da condividere tra i popoli. La recente scoparta di acqua nel sottosuolo di Marte apre alla possibilità al momento solo per fortuna solo teorica di intervenire sul clima di Marte favorevomente alla vita biologica. Se, com’è probabile, fra moltissimi anni la Terra diventerà un luogo non più abitabile dall’uomo, rifugiarsi su Marte potrebbe essere una alternativa. Non si capisce però perchè non utilizzare l’ingegneria climatica per evitare di dover scappare su Marte. A parte alcune perplessità su i veri sopi di questi studi,  il giorno su Marte, dura quasi come il nostro, appena 39 minuti in più. L’inclinazione dei due pianeti è simile : 25,19°  di marte contro i 23,44° della Terra. Su  Marte è possibile concepire le stagioni,  anche se l’anno solare equivale a 1,8 anni terrestri, pertanto le stagioni durerebbero quasi il doppio. Attualmente nessun essere umano potrebbe sopravvivere  sulla sua desolata superficie di Marte, ma la Nasa è però convinta che sia possibile  conformare Marte alla vita, rendendo il suo ambiente adatto alla sopravvivenza degli umani.  I soldi necessari per una operazione del genere sono i così tanti soldi che nessuno Stato li potrà mai destinare per un progetto sociale, pertanto se lo si farà, sarà purtroppo una opzione di tipo militare.  Leggi tutto.

Crepacuore e medicina biologica

Crepacuore e medicina biologica

crepacuore e medicina bioo

Crepacuore

La medicina biologica aiuta a comprendere la sindrome del crepacuore oltre i meccanismi fisiopatologici alla ricerca di un senso applicato nella vita del paziente che la patisce.  Il crepacuore appare clinicamente in modo similare ad un infarto, con dolore al petto, affanno improvviso e alterazioni dell’elettrocardiogramma. La differenza sostanziale tra crepacuore e infarto appare  alla coronarografia d’urgenza che evidenzia nel crepacuore coronarie normali, senza restringimento alcuno. Il crepacuore evidenzia inoltre una aterazione caratteristica a livello morfologico ovvero appare come  un  vaso  che usano tradizionalmente i giapponesi per conteneri i polipi. Da questa caratteristica morfologica il crepacuore è denominato anche Tako-tsubo. Tako significa infatti polipi e Tsubo vaso.  Il crepacuore al livello fisiopatologico è una  vasocostrizione reversibile  del microcircolo cardiaco, connessa spesso ad una depressione o ad una sindrome adattativa a stress. Il crepacuore è pertanto una improvvisa vasocostrizione dei piccoli vasi che irrorano il cuore, potenzialmente reversibile, ma che culmina in una shock cardiogeno nel 12% dei casi e in morte nel 5% dei casi .   Leggi tutto.

Homo Naledi

Homo Naledi e medicina biologica

Homo Naledi

Homo Naledi

La recente  scoperta in Sudafrica di un antenato umano denominato Homo Naledi apre ad una necessaria revisione delle conoscenze sulla evoluzione umana e sul loro impatto in medicina biologica. Due studi, pubblicati sulla rivista eLife, descrivono l’ominide e il luogo di ritrovamento, ma non è ancora certa invece la datazione dei reperti.  Si tratta di antenati molto simili all’uomo moderno, ma con un cervello decisamente più piccolo. La mano e soprattutto il polso e il palmo dell’Homo Naledi appaiono moderni. Anche il piede somiglia a quello dell’Homo Sapiens. Si presuppone che l’Homo Naledi pesasse 40-55 kg e non arrivasse a 1,5 metri di altezza e che avesse la capacità della stazione eretta. Il cranio nonostante un volume cerebrale piccolo, è strutturalmente simile a quelli dell’ Homo sapiens per l’arretramento del morso. Queste carattersiche osservate contrastano con tutte le precedenti ipotesi sulla linea evolutiva umana.    Leggi tutto.

Infanticidio competitivo

Infanticidio competitivo

infanticidio competitivo

infanticidio competitivo

L’infanticidio competivo descrive il comportamento osservato nel maschio alfa di alcune specie animali, tale da determinare la morte dei discendenti del competitore precedentemente sconfitto. In molti animali la riproduzione è regolata secondo il principio per il quale si trasmettono alla discendenza solo i geni del più forte. Questo duro principio è stato utile nell’evoluzione a garantire la sopravvivenza della specie. Pertanto in un clan si può osservare che è il maschio alfa a fecondare tutte le femmine fertile, mentre agli altri è negato il diritto alla discendenza. Questo comportamento conduce in particolari circostanze all’ infanticidio competitivo, il quale è applicato dal maschio alfa vincitore, contro i discendenti del predecessore spodestato. Ridurre il successo riproduttivo del maschio alfa precedentemente in carica non è un obiettivo egoico teso alla semplice autoaffermazione, ma garantisce in modo violento comunque la trasmissione dei geni del più forte.  Leggi tutto.

Iperfagia e medicina biologica

Iperfagia e ipofagia

 

iperfagia

iperfagia

La iperfagia è un comportamento alimentare caratterizzato da un adattamento a stress coincidente con fame incoercibile, preferibilmente di dolci. La iperfagia è una risposta adattativa che esprime un senso secondo la medicina biologica. La iperfagia  è connessa a precise situazione conflittuali e al personalissimo modo con il quale stress è risentito. Durante la sindrome adattativa a  stress si attivano complesse risposte ormonali dipendenti dalla categoria conflittuale risentita. La categoria conflittuale risentita si esprime a livello ormonale tramite un rapporto tra le risposte ormonale che culminano con un aumento della adrenalina e dei glicocorticoidi. Generalmente ogni conflitto patito produce una prevalenza di una di queste due risposte pur essendo entrambe comunque attivate. La adrenalina consente una risposta biologica rapida con soppressione dell’appetito dunque ipofagia. I glicocorticoidi consentono una risposta biologica più estesa nel tempo con un aumento dell’ appetito o iperfagia.   Leggi tutto.