Marte: compatibile con la vita o con la guerra

Marte:  compatibile con la vita o con la guerra?

Marte
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Diverse ricerche di ingegneria climatica si occupano di rendere il  pianeta Marte compatibile con la vita. L’ ingegneria climatica concepita originariamente per salvare la terra dalla catastrofe climatica, ha trovato fino a oggi purtroppo più applicazioni come strumento militare che come risorsa  da condividere tra i popoli. La recente scoparta di acqua nel sottosuolo di Marte apre alla possibilità al momento solo per fortuna solo teorica di intervenire sul clima di Marte favorevomente alla vita biologica. Se, com’è probabile, fra moltissimi anni la Terra diventerà un luogo non più abitabile dall’uomo, rifugiarsi su Marte potrebbe essere una alternativa. Non si capisce però perchè non utilizzare l’ingegneria climatica per evitare di dover scappare su Marte. A parte alcune perplessità su i veri sopi di questi studi,  il giorno su Marte, dura quasi come il nostro, appena 39 minuti in più. L’inclinazione dei due pianeti è simile : 25,19°  di marte contro i 23,44° della Terra. Su  Marte è possibile concepire le stagioni,  anche se l’anno solare equivale a 1,8 anni terrestri, pertanto le stagioni durerebbero quasi il doppio. Attualmente nessun essere umano potrebbe sopravvivere  sulla sua desolata superficie di Marte, ma la Nasa è però convinta che sia possibile  conformare Marte alla vita, rendendo il suo ambiente adatto alla sopravvivenza degli umani.  I soldi necessari per una operazione del genere sono i così tanti soldi che nessuno Stato li potrà mai destinare per un progetto sociale, pertanto se lo si farà, sarà purtroppo una opzione di tipo militare.

Su come rendere Marte simile alla Terra sono state fatte molte simulazioni, che partono da una cosa che l’uomo ha dimostrato di saper fare molto bene: riscaldare l’atmosfera del pianeta attraverso gas serra. Le temperature su Marte sono  paragonabili al nostro Antartide, ma una immissione di gas a effetto serra  potrebbe farle rialzarle in modo sufficiente a liberare anidride carbonica dalle calotte polari e amplificando in tal modo il riscaldamento. Quasi tutta l’acqua ghiacciata, presente sul pianeta, comincerebbe a sciogliersi, la pressione atmosferica aumenterebbe. La vita sul pianeta Marte diventerebbe compatibile  inizialmente per batteri, alghe e piante,  che attraverso la fotosintesi trasformerebbero nel tempo l’anidride carbonica in ossigeno. Secondo queste proiezioni di ingegneria climatica per riscaldare Marte occorrerebbero, solo alcune decine di anni, ma presumibilmente migliaia per dotare il pianeta di un’atmosfera respirabile.  Le tecnologie di ingegnaria climatica potrebbero migliorare nel tempo e ridurre i tempi a qualche secolo.

Il problema sostanziale di questo ipotetico intervento di ingegnerica climatica su Marte non è certamente immaginare coloni umani vivere su un altro pianeta espandendo l’ umanità nel nostro sistema solare. Inquietante è il possibile retroscena militare di questa categoria di ricerca. Marte è simbolicamente legato alla dio della guerra e agli spargimenti di sangue. Non vorremmo che i progetti di colonizzazione del pianeta Marte fossero influenzati dalla potenza dei simboli. Difendere il pianeta terra dalle forze distruttive in essa operanti è già piuttosto difficile, senza bisogno di dover temere forze distruttive connesse attività umane ostili provenienti da altri pianeti del sistema solare. Prima di colonizzare Marte bisognerebbe pensare a risolvere il problema della violenza nell’essere umano. Questa caratteristica, che non trova peraltro bastevoli spiegazioni in una evoluzione spontanea dell’ homo sapiens, rischia di rendere pericolosi molti dei progetti che la razza umana fà per il proprio futuro oltre che pregiudicare quelli del presente.

Dott. Fabio Elvio Farello, Medicina biologica a Roma