Vaginismo e medicina biologica

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Vaginismo e medicina biologica

La medicina biologica nelle pazienti con vaginismo integra le terapie previste, favorendo la comprensione del senso che la malattia esprime. La consapevolezza del senso biologico insito nel vaginismo è premessa per la personale conflittolisi e contribuisce al decorso della malattia. Il vaginismo è un disturbo  che si manifesta in una contrazione riflessa e involontaria dei muscoli del perineo, della vulva, dell’orifizio vaginale tale da impedire la penetrazione sessuale. Il comportamento è programmato inconsciamente come contrasto alla penetrazione veloce. Altre forme di vaginismo sono invece da ricondurre ad una strategia inconscia tesa ad evitare la sessualità.

Queste ultime forme di vaginismo confluiscono però nella definizione di vulvodinia.  Il  riflesso del vaginismo è causato da un improvviso irrigidimento dei muscoli vaginali che rende spesso impossibile la penetrazione sessuale. Il senso biologico del comportamento però è quello di trattenere la penetrazione non certo di evitarla. Si tratta di un adattamento biologico complementare e compensativo all’eiaculazione precoce maschile. Le memorie di questi comportamenti complessi,  sono allocate nel sistema nervoso centrale sottocorticale e sfuggono totalmente alla comprensione razionale o psicologica del paziente. Il comportamento è attivato da un conflitto biologico analogico a quello originale ovvero con un semplice ruolo scatenante e si applicano in modo assolutamente automatico.  La gravità del vaginismo può variare di molto da persona a persona.  Da un punto di vista psicologico si osserva una  ambivalenza tra fobia e desiderio per l’atto penetrativo. La paziente affetta da vaginismo patisce successivamente ai tentativi di spiegare la propria condizione, una convinzione irrazionale di avere la vagina troppo piccola per poter affrontare un rapporto sessuale.  Anche questo aspetto è assolutamente complementare al corrispettivo maschile.

Il vaginismo per la medicina biologica è una malattia in fase di infiammazione dell’orbita funzionale fegato espressa in campo emozionale  ipercollera.   Il vaginismo è una risposta biologica sensata ad un conflitto biologico inerente la sessualità con un partner affetto da eiaculazione precoce o per altri motivi veloce. Il conflitto scatenante del comportamento non è necessariamente sessuale come a livello animale. Per l’essere umano, la enorme capacità immaginativa consente scivolamenti dal conflitto originale e reale verso equivalenti analogici, anche distanti dalla tematica. La gestione automatica del vaginismo da parte del sistema nervoso sottocorticale, non consente un controllo razionale della condizione.

Per la medicina biologica ogni malattia esprime un senso come una risposta adattativa ad una precisa situazione conflittuale. Il vaginismo è la risposta automatica di aree antiche  e sottocorticali del cervello ad un conflitto biologico per la contrazione ha in passato rappresentato  soluzione. Quando la paziente esprime vaginismo ha contattato nella sua vita quel genere di conflitto o uno analogo lasciandolo sospeso e consentendo in tal modo la gestione automatica dello stesso.  La gestione cosciente dei conflitti biologici e la pacificazione emozionale sono un percorso di terapia migliorativo del quadro generale. Il vaginismo è infatti una lesione di cui la sofferenza non coincide mai, ma solo si esprime a livello dei tessuti sui quali si proietta.  Per la medicina biologica la ricerca del senso nelle lesioni applicate non disconosce per nulla i meccanismi somatici per i quali tale malattia si realizza nel corpo del paziente. Al contrario la medicina biologica cerca oltre la “meccanica” della malattia anche la finalità sensata delle lesioni nel contesto di una evoluzione prima personale, poi della stirpe e infine della specie.

L’analisi delle sofferenze patite dal malato, dei diversi fattori aggravanti, dei campi emozionali, delle modalizzazioni e dell’insorgenza primaria possono aiutare nell’identificazione del conflitto sottostante per il singolo paziente. Alcune lesioni possono determinare un notevole disagio sia interiore sia nella relazione con gli altri. Una valutazione del risentito personale connesso secondo la medicina biologica, rappresenta una possibilità prima di comprensione e successivamente di coscienza riguardo al senso implicato, premessa ineludibile per una loro modulazione o a seconda dei casi per la loro risoluzione.

Dott. Fabio Elvio Farello, Medicina Biologica a Roma

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