Vaccino anticolesterolo e medicina biologica

  Vaccino anticolesterolo e medicina biologica

vaccino anticolesterolo

vaccino anticolesterolo

La medicina biologica osserva con perplessità la proposta di alcuni ricercatori riguardo una vaccinazione anticolesterolo per contrastare gli effetti dannosi sull’organismo umano. IL  tentativo di contrastare gli effetti negativi di un eccesso di grassi animali con un vaccino anticolesterolo ha difetti di impostazione  non sanabili anche con le migliori ricerche. Questo filone della ricerca basa sul PCSK9 (Proprotein convertase subtil-isin/kexin type 9), una proteina epatica implicata nel trasporto delle LDL dall’interno dell’epatocita verso la superficie cellulare. La proteina epatica PCSK9 si associa ad elevati livelli di colesterolo circolanti, aterosclerosi ed eventi cardiovascolari precoci. Al contrario luna riduzione della PCSK9 si associa a ipocolesterolemia e ad una sostanziale riduzione degli eventi cardiovascolari.

Un gruppo di autori americani ha pubblicato i risultati di una ricerca su un vaccino anticolesterolo basato su una azione contro la PCKS9. Macachi e topi trattati con vaccino anticolesterolo producono elevati titoli di anticorpi (IgG) che legano la PCSK9 circolante e questo determina una significativa riduzione dei livelli di colesterolo totale. Secondo gli autori dunque, il vaccino anticolesterolo rappresenta un’interessante alternativa terapeutica alle statine o farmaci similari.  Pur rispettando i lodevoli progressi nella conoscenza sottostanti gli studi per il vaccino anticolesterolo e in particolare della proteina PCKS9, le conclusioni appaiono molto più orientate ai vantaggi commerciali che agli interessi di una sanità pubblica efficiente.  L’errore metodologico è che un vaccino anticolesterolo o un farmaco non rimuovono mai le cause della patologia, ma al contrario le consolidano.

Il colesterolo si eleva generalmente per un introito eccessivo di alimenti di origine animale, uno stile di vita sedentario e come risposta adattativa a stress. Anche se esistono rare condizioni genetiche per le quali uno stila di vita corretto non abbassa totalmente il rischio, l’immensa operazione commerciale connessa al vaccino anticolesterolo, mira somministrarlo a tutti e non ai rari casi di ipercolesterolemia idiopatica.  Una terapia seria della ipercolesterolemia diffusa nella popolazione americana e europea dovrebbe mirare invece alle sue cause:

  • riduzione o esclusione dei cibi di origine animale
  • aumento della attività motoria la mattina
  • riduzione dello stress

La pretesa di mantenere invariato il discutibile stile di vita americano, esportato purtroppo anche in Europa e contrastarne gli effetti con un vaccino anticolesterolo è figlia della costatazione che sugli stupidi non si finisce mai di lucrare. Dopo aver promosso uno stile di vita che arricchisce le case farmaceutiche di un folto repertorio di patologie per le quali guarda caso esistono principi attivi brevettati da poter vendere, i ricercatori connessi arrivano concepire un vaccino contro tale stile di vita. Se non fosse tragico sarebbe da veramente da ridere: “come se un ladro volesse venderci il vaccino contro il furto.”

Dott. Fabio Elvio Farello, Medicina biologica a Roma