Raccoglitore e il clan in medicina biologica

Il raccoglitore nel clan e la medicina biologica

Il raccoglitore è una delle cinque possibili espressioni nei talenti e vocazioni degli esseri umani organizzati in clan. Molte malattie dell’uomo moderno trovano origine anche nei complessi adattamenti necessari nel clan reale o da lui immaginato.  L’organizzazione sociale in clan è la ripetizione a un livello superiore degli stessi passaggi biologici compiuti nell’evoluzione, al momento in cui si costituirono organismi pluricellulari complessi. Studiare le caratteristiche delle singole funzioni espresse in contesti sociali permette pertanto di capire  anche le funzioni biologiche all’interno di un organismo  e il motivo per il quale determinati tessuti sono implicati nella malattia. Il raccoglitore in un clan è incaricato di gestire la raccolta di cibo vegetale, successivamente la coltivazione e  infine l’allevamento di bestiame. Il suo ruolo si eleva anche a moderatore  dei conflitti promuovendo equilibrio e opportunità.

Il clan ha secondo la medicina biologica un’ organizzazione complessa e straordinariamente efficace, al fine di garantire la sopravvivenza. La specializzazione dei membri del clan aumenta l’ efficienza funzionale. Le capacità biologiche del clan sono superiori a quelle del singolo individuo.   Molte relazioni connesse all’ organizzazione dei clan  preistorici, sono  osservabili  come scivolamenti nell’uomo moderno.   I proventi della caccia non sono l’unica fonte alimentare. Un’ ulteriore fonte nutrizionale è costituita dai vegetali spontanei e coltivati.  Nel clan  secondo la medicina biologica il raccoglitore assolve alla funzione di procacciare fonti caloriche  regolari e stabili.   La carne cacciata nel clan non costituisce l’unica fonte di nutrimento, ma è certamente la più ricca e eroica. Frutti , vegetali  non sono altrettanto ricchi e eroici, ma garantiscono una prevedibilità maggiore e sopratutto un completamento essenziale dei valori nutrizionali.   Un’ ibridazione delle fonti  vegetali e carnivore porterà il raccoglitore ad allevare bestiame, applicando gli stessi principi della coltivazione del vegetale.  Secondo la medicina biologica il campo emozionale predominante per il raccoglitore è la riflessione.  Il raccoglitore  non raccoglie solo i frutti della terra, ma anche quelli di conflitti biologici patiti. Infatti come il raccolto  rappresenta  una soluzione al conflitto biologico fame, altrettanto il raccoglitore si occupa della soluzione di tutti i conflitti tra i vari membri del clan. Il raccoglitore secondo la medicina biologica amministra, modera e equilibra istanze conflittuali trovando soluzioni condivise.

I gruppi tissulari maggiormente coinvolti dalla funzione del raccoglitore nel clan sono i seguenti:

  • stomaco
  • bocca
  • esofago
  • pancreas
  • milza
  • connettivo o matrice

Il raccoglitore è certamente meno violento del cacciatore, ma il suo ruolo centrale nel clan per l’ equilibrio e per le soluzioni conflittuali. Il raccoglitore  a livello fisico risolve il conflitto biologico fame provvedendo ad una regolarità calorica tramite  ciò la natura produce spontaneamente. Il raccoglitore raccoglie i frutti, i semi e le radici, ma  nel tempo dalla sua funzione derivano le tecnologie di coltivazione.  A seguito del progresso tecnologico relativo all’ agricoltura  si arriva  anche all’allevamento del bestiame, determinando un successo   di queste fonti nutrizionali rispetto alla caccia. I vantaggi per il clan derivati dal progresso della tecnologia del raccoglitore scatenano una competizione per la collocazione sociale rispetto al cacciatore.  La contrapposizione sociale tra cacciatore  e raccoglitore termina con il riconoscimento sociale dei vantaggi derivati dalle fonti nutrizionali regolari e conservabili  promosse dal raccoglitore.

Raccoglitore nel clan  della medicina biologica

Raccoglitore e medicina biologica

La progressione inarrestabile di cultura e conoscenza  umana è particolarmente favorita dallo sviluppo intenso della tecnologia nell’allevamento del bestiame e nell’agricoltura.  Il successo modesto nel procacciare  nutrimento dalla caccia, è legato alla capacità di trasferire il clan rapidamente,  seguendo gli spostamenti degli animali da predare.  Questa strategia è valida ma molto costosa in termini di sviluppo e sicurezza. La possibilità di procacciarsi cibo stabilmente in un luogo, senza spostamenti come viene promossa dai raccoglitori, determina miglioramenti nella tecnica di edificazione e soprattutto della difesa territoriale.   L’edificazione, la sicurezza e il controllo di un territorio stabile, rendono la strategia dei rapidi spostamenti meno vantaggiosa. Dunque i cacciatori  perderanno nel tempo la  funzione di migliori procacciatori di cibo nel clan, spostando il baricentro della loro attività verso la conquista, possesso e difesa di territori stabilmente abitati.  Il successo nel procacciare il nutrimento dalla terra  culmina in stanzialità e a connessa tecnologia. La stanzialità  inizialmente di minor importanza nel clan, acquisirà nel tempo sempre più rilevanza fino ad assumerne il primato. Al giorno d’oggi, le culture legate al nomadismo derivano dai cacciatori, mentre le culture praticanti stanzialità derivano dal raccoglitore.

Il motivo di questo primato  della stanzialità sul nomadismo, dopo l’iniziale successo dei cacciatori ha le seguenti ragioni:

1) la stanzialità  permette una fornitura più regolare e conservabile di nutrienti

2) la stanzialità permette un efficace controllo e protezione del territorio.

Dunque il clan valorizza i raccoglitore seppur in posizione sociale inferiore, perché questa funzione permette vantaggi sostanziosi nella fornitura di nutrienti e nel possesso di un territorio. Questo sviluppo nel clan dei nostri progenitori determina nell’ età moderna che le culture praticanti nomadismo siano meno rispetto a quelle che praticano la stanzialità.  Le grandi civiltà conosciute in epoca storica sono tutte derivate dalla stanzialità.  Potersi fermare su un territorio senza correre obbligatoriamente dietro  alla selvaggina, apre inoltre alla possibilità di sviluppo culturale.

Il possesso stabile di un territorio, l’edificazione, l’agricoltura e l’allevamento stimoleranno la mente umana in direzione della geometria, della matematica e della studio della natura. Secondo la medicina biologica la violenza fisiologica del cacciatore scivola con l’accresciuta importanza del raccoglitore, verso possesso e difesa  di quel territorio ora non più mobile. Il cacciatore assumerà nel tempo maggiormente la funzione di soldato o condottiero.  Il cacciatore divenuto soldato mantiene un residuo della funzione di procacciatore di cibo, nell’ usanza di riportare a casa  il “bottino di guerra” ovvero lo scivolamento della preda cacciata a scopo alimentare.  Anche oggi in ogni forma di convivenza umana  si osservano in medicina biologica attitudini più vicine al cacciatore o al raccoglitore a secondo delle memorie biologiche possedute dai singoli individui.  In epoca moderna per esempio, la produzione industriale è uno scivolamento della funzione raccoglitore. La funzione politica, religiosa o  militare costituisce invece uno scivolamento della funzione cacciatore. L’importanza delle funzioni codificate dall’ organizzazione per clan resta dunque evidente ed eminente anche nel mondo attuale.

Nei comportamenti umani attuali  è possibile  secondo la medicina biologica, rintracciare  i passaggi significativi avvenuti durante l’ evoluzione ovvero le conquiste di capacità  e le possibili applicazioni che ne derivano. La consapevolezza di capacità possedute  si trasferisce a tutti i discendenti  umani e  nel tempo scivola  su  altre espressioni più moderne e solo apparentemente dissimili.

Il clan è una sovrastruttura biologica  e i comportamenti dell’individuo si modulano tramite la contrapposizione tra interesse personale, interesse del clan e habitat con l’obiettivo ideale di configurare nel futuro l’umanità. Tale processo, iniziato nella notte dei tempi, è tuttora lontano dall’essere concluso. Molte malattie dell’uomo moderno trovano origine nei complessi adattamenti necessari all’ evoluzione del clan verso l’umanità.  Gli adattamenti biologici sono la risultante di posizioni conflittuali. In conflitti biologici tendono verso una soluzione che oltre ad evidenziare una nuova capacità integrano posizioni inizialmente discordanti.  La struttura del conflitto sospeso nel clan resta la stessa fino alla sua soluzione conflittuale. Di generazione in generazione le mancate soluzioni vengono trasmesse fino a quella  generazione che si manifesta in grado di generare nuova capacità biologica e connessa consapevolezza. L’obiettivo ultimo dei conflitti di clan sospesi è il superamento dell’organizzazione in clan su base conflittuale e la costituzione di umanità su base cooperativa. Non più clan in lotta, ma esseri umani uniti da unica appartenenza di genere.

Molte delle correlazioni indicate dalla medicina biologica sono espresse anche dall’ agopuntura tradizionale cinese. La medicina biologica adotta un criterio di lettura del clan e delle sue funzioni coerente con la biologia, la fisiologia e l’evoluzione.
L’analisi del clan reale o immaginato dal singolo paziente secondo i parametri della medicina biologica contribuisce alla conflittolisi. La valutazione del risentito, del conflitto biologico sottostante e delle eventuali connessioni con i tessuti lesi, rappresenta una possibilità di comprensione riguardo al senso implicato in ogni malattia. Comprendere il senso biologico della propria sofferenza è una premessa ineludibile per la soluzione conflittuale.

Dott. Fabio Elvio Farello, Medicina biologica a Roma

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