Bartolinite e medicina biologica

Bartolinite e medicina biologica

La medicina biologica descrive il senso applicato dalla bartolinite alla ricerca prima di consapevolezza, poi di una terapia coerente e infine quando possibile di una soluzione al conflitto biologico sottostante. La bartolinite riguarda le ghiandole di Bartolini o del Bartolino. Tali ghiandole sono due, localizzate nell’apparato genitale femminile esterno, definite anche ghiandole vestibolari maggiori. Esse sono localizzate lateralmente e posteriormente all’orifizio della vagina. Durante l’orgasmo femminile, similmente all’eiaculazione maschile, si produce l’espulsione dalle ghiandole di una piccola quantità di un liquido denso, un’equivalente strutturale femminile del liquido prodotto dalla prostata maschile. Le ghiandole di Bartolini possono produrre una fase infiammatoria, ovvero la bartolinite, aumentando di volume e diventando dolenti. La bartolinite, da molti conosciuta come ascesso della ghiandola del Bartolini, è una delle forme ascessuali più fastidiose che ci siano. Spesso la bartolinite arriva alle cure con un certo ritardo rispetto all’esordio per un senso del pudore talvolta connesso.

La funzione biologica della ghiandola di Bartolini è ancora oggetto di studio. Essa, infatti, non provvede alla lubrificazione vaginale durante la sessualità. Questa funzione è svolta da secrezioni all’interno della vagina. La secrezione delle ghiandole di Bartolini appare invece in simultanea all’orgasmo e dunque svolge un ruolo relativamente a questa fase dell’atto sessuale. Durante l’orgasmo femminile, similmente all’eiaculazione maschile, l’intervento di alcuni muscoli produce l’espulsione dalle ghiandole di un liquido. L’eccitazione è governata dal sistema parasimpatico e si manifesta a livello anatomofisiologico con una vasocongestione. L’emissione di secrezione, invece, dipende dal sistema simpatico attraverso un meccanismo riflesso e mediante una serie di contrazioni muscolari involontarie. Le ghiandole di Bartolini sono necessarie pertanto per il piacere sessuale femminile che implica “eiaculazione” ovvero esternalizzazione di un liquido. La fuoriuscita del liquido è l’aspetto corporale di quell’abbandono dell’ego che permette al sistema nervoso di sperimentare stati particolari di coscienza. Secondo la medicina biologica nel momento dell’orgasmo si sperimenta una coscienza allargata e non più limitata al proprio corpo.

Bartolinite e medicina biologica

Bartolinite e medicina biologica

Per la medicina biologica la bartolinite è coerente con  il basculamento dei campi emozionali  tra ipergioia e ipogioia. La paziente affetta da bartolinite da sperimenta un forte desiderio di espandere la coscienza oltre il proprio corpo tramite sessualità. A tal fine il sistema nervoso attiva il campo emozionale ipergioia e a livello fisico ingenti quantità di liquido destinato all’esternalizzazione durante l’orgasmo. Secondo la medicina biologica la non soddisfacente realizzazione di particolari stati della coscienza durante l’orgasmo o la sospensione dell’orgasmo impegna le ghiandole  e il campo bascula in ipogioia.  In medicina biologica la bartolinite esprime la finalità di impedire piacere sessuale risentito  come  non soddisfacente. In un primo momento però il soggetto ha desiderio di un piacere talmente espanso che sospenda le differenze  e realizzi un senso di unità. Nell’immaginario umano tutte le innumerevoli fantasie di piacere possono implicare le ghiandole di Bartolini. Per la medicina biologica l’impulso sessuale applicato corporalmente sulle ghiandole di Bartolini non ha solo finalità  procreative ma anche ricreative ovvero espansive del Sé.

L’analisi tramite la medicina biologica dei diversi fattori aggravanti, delle modalizzazioni, dei campi emozionali e dell’insorgenza primaria possono aiutare nell’identificazione del conflitto sottostante per il singolo paziente. La bartolinite può comportare un notevole disagio interiore e nella relazione. Talvolta il paziente può slatentizzare emozioni represse, sollecitato da condizioni di stress, di affaticamento, di forte emozione e di ansietà. Una valutazione del paziente secondo la medicina biologica rappresenta una possibilità prima di comprensione e successivamente di coscienza riguardo al senso implicato dalla malattia, premessa ineludibile per la risoluzione.

Dott. Fabio Elvio Farello, Medicina Biologica a Roma

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