Asperger e medicina biologica

Asperger e medicina biologica

Asperger

Asperger

La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo, da alcuni associata all’autismo ma senza la manifestazione di ritardi nello sviluppo del linguaggio e  cognitivo. Forse si potrebbe  I pazienti affetti presentano una compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e  una restrizione delle attività e interessi coltivati. Diversamente dall’autismo si osserva primariamente una compromissione qualitativa dell’interazione sociale, modelli comportamentali stereotipati, attività e interessi limitati ma nessun ritardo clinicamente significativi nello sviluppo cognitivo e nel linguaggio. Successivamente possono verificarsi sofferenze non dovuti alla sindrome, ma al suo impatto nella relazione, come depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo. La tendenziale carenza di relazioni che stimolano, causa un impatto significativo sull’essere umano che estrinseca uno sviluppo extrauterino maggiore  per intensità e qualità, di quanto si osserva nel mammifero. Questa caratteristica nota in biologica con il termine neotenia è tipica nello sviluppo umano e lo rende assolutamente dipendente dalla relazione e dal contatto.

Difficoltà nelle elementari interazioni sociali, che possono comprendere la mancanza di sviluppo di amicizie o il non ricercare piaceri o realizzazioni comuni con gli altri,  alterazioni nei comportamenti non verbali come il contatto visivo, le espressioni facciali, la postura o il gesto impattano sull’essere umano in modo relativamente maggiore rispetto ad altre forme di vita.  I pazienti con la sindrome di Asperger, anche se associati spesso all’autismo si differenziano in modo sostanziale tale da consentire anche l’ipotesi di una malattia ben diversa. Il paziente volendo relazionarsi con gli altri e  avendone però limitate capacità, incontra limiti nello scambio di affetto  venendo considerato strano proprio per il modo di approcciarsi. La riduzione dello scambio di affetto produce però tutto il corteo sintomatologico successivo alla mera limitazione del contatto.  l desiderio di compagnia tipico dell’infanzia può risultare diminuito a causa di precedenti fallimenti nelle relazioni con altri coetanei e questa condizione ingenera secondariamente altri sintomi: depressione, interessi ripetitivi, contraddizioni, modi stereotipati.   Questo comportamento è di solito evidente all’età di 5 o 6 anni ovvero il periodo tipico per la prima proiezione del bambino fuori del ” nido genitoriale” e coincidente con la scolarizzazione.  Comportamenti stereotipati e ripetitivi sono una parte secondaria della sindrome e comprendono i movimenti della mano, come lo sbattimento o torsioni e movimenti complessi dell’intero corpo. Gli automatismi e tic sono una risposta adattativa alla crisi di relazione che si presenta. Il paziente non è mosso o ” emozionato”  dal contatto relazionale, dunque provvede in modo autonomo alla messa in moto.  Come adattamento secondario alla assenza di contatto favorevole allo sviluppo si osservano verbosità, transizioni brusche,, dialogo pedante, anomalie nel volume, nel tono, nell’intonazione e nel ritmo. Il linguaggio è appreso, ma no viene modulato dalla interazione con il prossimo e assume una autonomia dal prossimo come può avvenire dalla biomeccanica ed essere erroneamente interpretata come goffaggine. Sempre secondariamente alla difficoltà di relazione subentrano nei  bambini con la sindrome di Asperger problemi di sonno, inclusa la difficoltà a addormentarsi, frequenti risvegli notturni e risvegli alla mattina presto. La sensazione di essere protetti , tale da facilitare il sonno, non si attiva se non in una relazione emotiva positiva con il prossimo.

La diagnosi viene formulata più tra i quattro e gli undici anni di età. Si tratta di un processo difficile perchè molti bambini con sindrome di Asperger vengono diagnosticati inizialmente erroneamente come affetti dal sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) o come affetti da autismo. Le cause della sindrome non sono definite.  Certamente l’aumento delle diagnosi negli ultimi anni correla con la devastazione dell’ambiente, della nutrizione e della maternità, osservate sopratutto nelle aree più sviluppate del pianeta. La tutela dall’impatto della chimica nei processi delicatissimi della gravidanza è almeno modesta. Altrettanto modesta è l’attenzione all’alimentazione nei primi delicatissimi anni di vita nei bambini caratterizzata purtroppo da un eccessivo consumo di cibi prodotti industrialmente e con elevata presenza di chimica. Nella sindrome di Asperger si osserva una lesione della capacità di contatto affettivo con il prossimo. Il primo contatto affettivo di cui il neonato ha esperienza oltre la carezza è  sopratutto l’allattamento. Il bambino conosce il mondo e inizia ad interagire con il mondo toccandolo e mangiandolo.  La  pelle e la suzione consentono quelle esperienze evolutive che nei bambini lesi dalla sindrome di Asperger per motivi ignoti non sono andati a buon fine. Questo consente almeno di formulare l’ipotesi  che nella sindrome di Asperger si possano valutare proprio dalle terapie che si basano sull’alimentazione e su una interazione terapeutica basata sulla pelle.

Dott Fabio Farello