Tristezza carente o ipotristezza e medicina biologica

Tristezza carente, ipotristezza e medicina biologica

La tristezza insufficiente o ipotristezza è per la medicina biologica l’espressione disarmonica, inefficiente e manchevole del campo emozionale in oggetto. Il campo emozionale tristezza insufficiente o ipotristezza corrisponde alla depressione intesa però non come diagnosi psichiatrica, ma come quell’emozione cupa tipica dei soggetti disoccupati di sé. In tristezza insufficiente si scivola da una posizione di deficit nell’elaborazione introspettiva, verso quella trascuratezza del proprio interiore, comunemente denominata melanconia. L’ipotriste non riesce a passare dallo sguardo verso il mondo, allo sguardo verso sé. Pertanto perde un’enorme possibilità di correlare e comprendere gli eventi mondani non fortunati. In ipo tristezza non si può osservare un evento conflittuale dal lato del risentito, pertanto ogni evento è letto esclusivamente come storico. Poiché la storia di ogni vita difficilmente è una sequenza di eventi fortunati, la reazione melanconica dell’ipotriste è più che scontata. Un evento conflittuale avvenuto sul piano storico è, infatti, passato e pertanto immutabile. Solo la capacità introspettiva dell’essere umano, permette una nuova elaborazione dello stesso, tale da risolvere il conflitto sottostante.   Leggi tutto.

Tristezza eccessiva o ipertristezza e medicina biologica

Ipertristezza e medicina biologica

La tristezza eccessiva o ipertristezza è per la medicina biologica un’espressione disarmonica, esagerata e inefficace del campo emozionale in oggetto.  Il campo emozionale tristezza eccessiva o ipertristezza descrive una condizione per la quale il soggetto è esageratamente occupato di sé, tanto che nonostante l’introspezione non riesce ad apprezzare alcuna opportunità di cooperazione con gli altri. Egli tende a occuparsi di sé eccessivamente, privando gli altri di scambio, partecipazione o crescita. Talvolta la tristezza eccessiva determina che il soggetto si occupa di se molto prima che sia opportuno. Quest’occupazione di sé precoce e accentuata è denominata preoccupazione.   Leggi tutto.

Normotristezza in medicina biologica

Normotristezza in medicina biologica

Il campo emozionale tristezza positiva o normotristezza implica un radicale cambio di direzione nella attenzione emotiva. Normotristezza significa dirigere l’emotività dal rapporto con il mondo esterno a quello interiore. Si tratta del campo complementare alla normo collera. Quando l’individuo conclude o esaurisce il suo interesse per il mondo esteriore ovvero per la storia come comunemente intesa, allora volge il suo sguardo verso se stesso e accede al vissuto interiore. Lascia l’attenzione per la vicenda storica e ascolta il proprio risentito della vicenda storica. A quel punto scopre una seconda realtà incredibile e oltremodo stimolante. L’individuo rivolto in se stesso si rende conto delle immense possibilità che ne derivano. Egli inizia per la prima volta a occuparsi di se. La normotristezza  secondo la medicina biologica. coincide con l’esperienza di una solitudine positiva.   Leggi tutto.

Campo emozionale e medicina biologica

Campo emozionale e medicina biologica

Il campo emozionale è per la medicina biologica, lo spazio nel quale e tramite il quale si ricerca una  soluzione adattativa al conflitto biologico patito.   I campi emozionali principali sono quindici. Dei quindici campi emozionali principali cinque esprimono equilibrio e sono pertanto denominati: normocollera, normogioia, normoriflessione, normotristezza e normopaura. A questi si aggiungono dodici campi in sofferenza con specifiche qualità e estensioni.  L’essere umano in salute attraversa tutte le modulazioni emozionali indicate morbidamente e dolcemente. Equilibrio emozionale non è infatti indifferenza affettiva, ma partecipazione emotiva. Il partecipare ad un campo emozionale rappresenta però in salute comunicazione, relazione e crescita personale. L’espressione di normocampo permette all’uomo la sua massima umanità.  Leggi tutto.