Sonno bifasico e medicina biologica

Sonno bifasico e medicina biologica

sonno bifasico

sonno bifasico

Il sonno bifasico definisce l’ abitudine a segmentare il sonno in due fasi della notte separate da un periodo di veglia. Il sonno bifasico si distingue dal monofasico che invece non è interrotto da una veglia. Il sonno è generalmente polifasico nel neonato, bifasico nel bambino che dorme a lungo anche il pomeriggio e diventerebbe monofasico nell’adulto. In realtà l’uomo inserito in un contesto naturale praticava un riposo notturno bifasico. I nostri antenati dormivamo in due periodi più brevi intervallati da attività. Tutto il sonno accadeva entro un lasso di tempo maggiore che iniziava con 3 o 4 ore di riposo profondo, seguito da una fase in cui si era attivi e poi si dormiva di nuovo fino al mattino. Anche nei mammiferi dai quali l’uomo discende il sonno è bifasico, suggerendo che si tratta di un adattamento sensato e naturale.  Leggi tutto.

Addomesticamento e medicina biologica

Addomesticamento e medicina biologica

addomesticamento

addomesticamento

La medicina biologica si interessa dei processi di addomesticamento per la curiose osservazione che i parametri  riscontrati negli animali  si applicano altrettanto al suo teorico padrone ovvero l’uomo stesso.    Per addomesticamento  si intende in genere il processo attraverso cui una specie animale o vegetale è abituata alla convivenza con l’uomo e al controllo da parte di quest’ultimo. Per molte specie, la domesticazione ha comportato notevoli mutamenti nel comportamento,  nel ciclo di vita  fino a coinvolgere la genetica e la fisiologia. L’ addomesticamento è inteso comunque come un processo che l’uomo mette in atto  su altre specie per scopi egoistici di sfruttamento.  Gli scopi per i quali l’uomo addomestica una specie sono complessi. Alcuni animali sono addomesticati per essere usati come  forza di lavoro  e mezzo di trasporto. Altri per sono addomesticati  per essere usati come cibo e per ricavarne materiali. Infine l’addomesticamento può avere finalità si surrogato affettivo  ovvero per intrattenimento o compagnia.   Leggi tutto.

Dismorfofobia e medicina biologica

Dismorfofobia e medicina biologica

dismorfofobia

dismorfofobia

La medicina biologica si applica nella dismorfofobia per  comprendere i conflitti biologici sottostanti il comportamento e la sofferenza connessa. Il trattamento non sostituisce la psicoterapia, ha vantaggio di una elevata tollerabilità e contribuisce ad ridurre il fabbisogno di terapia maggiormente invasiva. La dismorfofobia  è una forma particolare di paura che coincide con una alterata percezione del proprio corpo e delle sue dimensioni. Alla paura nella dismorfobobia si associa anche un’eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea. In alcuni pazienti, questa paura determina l’incapacità a costruire relazioni sociali e sessuali piacevoli, con conseguente isolamento. Il dismorfofobico può sviluppare comportamenti automatici e ritualizzati tesi ad evitare il conflitto sottostante. La dismorfofobia evolve talvolta verso l’anoressia nervosa e\o la bulimia, ma si tratta solo di alcune tra innumerevoli varianti del disturbo. La dismorfofobia si sviluppa con maggiore frequenza in adolescenza riguarda  sia maschi che femmine. La paure possono focalizzarsi sull’intero aspetto esteriore o solo su una parte delimitata del corpo. In genere, le parti maggiormente interessate sono: seno, capelli, cosce e fianchi per le donne; torace, addome, naso, pene, testicoli e capelli, per gli uomini.  Leggi tutto.

Anoressia nervosa e medicina biologica

Anoressia nervosa e medicina biologica

anoressia

anoressia

La medicina biologica osserva l’ anoressia nervosa,  come una risposta adattativa codificata per compensare un conflitto patito dagli antenati nel corso dell’ evoluzione sul pianeta. L’anoressia nervosa  è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dal rifiuto del cibo. Nelle forme più gravi si determina malnutrizione, inedia e amenorrea. L’ anoressia nervosa è una sindrome adattativa a stress che coinvolge e nella sua evoluzione funzioni psicologiche, neuroendocrine, ormonali e metaboliche. L’anoressia nervosa è considerata una malattia emergente in epoca moderna, anche se rari casi furono osservati anche in epoche antecedenti. Malintesi sul significato di spiritualità operati da svariati culti religiosi contribuirono a  valutare l’anoressia era vista come un traguardo spirituale da raggiungere. Si tratta di un periodo oscuro della mente umana o in cui spesso si cercava il perseguimento di virtù spirituali attraverso la mortificazione del corpo.  Leggi tutto.

Parkinson e medicina biologica

Parkinson e medicina biologica

parkinson

parkinson

La medicina biologica osserva il Parkinson, senza negare le conoscenze accademiche, come una risposta adattativa codificata per compensare un conflitto patito dagli antenati nel corso dell’ evoluzione sul pianeta. La malattia di Parkinson è sindrome ipocinetica rigida dovuta a eventi neurodegenerativi. I sintomi sono il risultato della morte delle cellule che sintetizzano e rilasciano la dopamina  nella substantia nigra, una regione del cervello. La causa fisica del Parkinson è presumibilmente ambientale. La malattia  è più comune negli anziani, la maggior parte dei casi si verifica dopo i 50 anni e si osserva una predisposizione genetica.  Leggi tutto.

Homo Naledi

Homo Naledi e medicina biologica

Homo Naledi

Homo Naledi

La recente  scoperta in Sudafrica di un antenato umano denominato Homo Naledi apre ad una necessaria revisione delle conoscenze sulla evoluzione umana e sul loro impatto in medicina biologica. Due studi, pubblicati sulla rivista eLife, descrivono l’ominide e il luogo di ritrovamento, ma non è ancora certa invece la datazione dei reperti.  Si tratta di antenati molto simili all’uomo moderno, ma con un cervello decisamente più piccolo. La mano e soprattutto il polso e il palmo dell’Homo Naledi appaiono moderni. Anche il piede somiglia a quello dell’Homo Sapiens. Si presuppone che l’Homo Naledi pesasse 40-55 kg e non arrivasse a 1,5 metri di altezza e che avesse la capacità della stazione eretta. Il cranio nonostante un volume cerebrale piccolo, è strutturalmente simile a quelli dell’ Homo sapiens per l’arretramento del morso. Queste carattersiche osservate contrastano con tutte le precedenti ipotesi sulla linea evolutiva umana.    Leggi tutto.