Tristezza eccessiva o ipertristezza e medicina biologica

Ipertristezza e medicina biologica

La tristezza eccessiva o ipertristezza è per la medicina biologica un’espressione disarmonica, esagerata e inefficace del campo emozionale in oggetto.  Il campo emozionale tristezza eccessiva o ipertristezza descrive una condizione per la quale il soggetto è esageratamente occupato di sé, tanto che nonostante l’introspezione non riesce ad apprezzare alcuna opportunità di cooperazione con gli altri. Egli tende a occuparsi di sé eccessivamente, privando gli altri di scambio, partecipazione o crescita. Talvolta la tristezza eccessiva determina che il soggetto si occupa di se molto prima che sia opportuno. Quest’occupazione di sé precoce e accentuata è denominata preoccupazione.   Leggi tutto.

Riflessione insufficiente,iporiflessione e medicina biologica

Riflessione, iporiflessione e medicina biologica

La riflessione insufficiente o iporiflessione è per la medicina biologica l’espressione disarmonica, inefficiente e manchevole del campo emozionale in oggetto. L’ipo riflessione è il campo emozionale complementare all’iperiflessione. In questa condizione il deficit di regolazione, distribuzione e compensazione emozionale insito comporta la riduzione dell’attività emotiva svolta. L’iporiflessivo non registra l’evento emozionale con la stessa attenzione e non si occupa di gestire, regolare e compensare il dato. L’uomo in ipo riflessione è un superficiale, disattento di sé e di conseguenza anche degli altri. La diminuita capacità di regolazione è notata dai famigliari o dai consimili, che tendono a non affidare mai responsabilità a un iporiflessivo. La soluzione, infatti, che si adotta in ipo riflessione, quando confrontati con le difficoltà è evitare di percepirle. Da questo punto di vista il comportamento di un iporiflessivo può apparire infantile. Spesso questo comportamento è in dissonanza con l’età biologica e questa condizione può essere motivo di litigio. Non di meno di questo litigio soffre principalmente l’interlocutore sfortunato di un soggetto in iporiflessione. Infatti, di fronte al conflitto di questo genere la soluzione dell’iporiflessivo è sempre uguale. Egli non percepisce per nulla il problema, rimane piuttosto tranquillo e poco partecipativo alla crisi che si presenta.   Leggi tutto.

Gioia eccessiva. ipergioia e medicina biologica

 Gioia eccessiva o ipergioia e medicina biologica

La gioia eccessiva o ipergioia è per la medicina biologica un’espressione disarmonica, esagerata e inefficace del campo emozionale normo gioia. Il campo emozionale iper gioia è la trasposizione temporale del campo emozionale gioia dal presente al futuro. L’ipergioiso incapace di gioia nel presente s’illude di trovarla nel suo futuro. Questa ipotesi però si realizza solo a precise e limitanti condizioni. Questo campo emozionale è assimilabile allo stato di desiderio. In ipergioia la coscienza limita il mondo interiore ed espande quello esteriore. L’uomo non è felice, ma desidera esserlo, tanto intensamente da immaginare condizioni favorevoli di tale felicità. Si sarà felici pertanto solo e quando si realizzeranno le condizioni per esserlo. La gioia non è più indipendente dal mondo, ma diventa realizzazione di un certo mondo. Questa illusione di futuro ovviamente svanisce gradualmente soprattutto quando il futuro si realizza.   Leggi tutto.

Paura equilibrata o normopaura e medicina biologica

Paura equilibrata o normopaura e medicina biologica

La paura equilibrata o normopaura è per la medicina biologica l’espressione armonica, efficiente e produttiva del campo emozionale in oggetto. Il campo emozionale paura equilibrata o normo paura è in rapporto ad una emozione da tutti ben conosciuta per i suoi basculamenti in posizione di squilibrio. Meno nota e pertanto meno apprezzata è la sua funzione armonica.

La normo paura permette di rapportarsi a un mondo talvolta insidioso con una capacità di gestione anche emotiva del pericolo. L’homo sapiens si è trovato nella sua storia spesso confrontato con pericoli improvvisi o routinari. La normo paura gli ha permesso di gestire queste emergenze in modo tale da migliorare la sopravvivenza dell’individuo e della specie.   Leggi tutto.

Riflessione equilibrata, normoriflessione e medicina biologica

Riflessione, normoriflessione e  medicina biologica

La riflessione equilibrata o normoriflessione è per la medicina biologica l’espressione armonica, efficiente e produttiva del campo emozionale in oggetto. La riflessione equilibrata o normoriflessione come termine tecnico induce erroneamente a pensare a una facoltà cognitiva. Il campo emozionale riflessione invece rappresenta una capacità di integrare e bilanciare vissuti emozionali anche intensi. La normoriflessione è di notevole importanza per l’equilibrio emotivo. Le esperienze dolorose sono elaborate dalla normoriflessione. La prima reazione emotiva da un evento spiacevole è l’escursione emotiva attraverso tutti i quindici i campi emozionali scegliendone successivamente uno che diverrà prevalente. Quest’ultimo diventa centrale una volta terminata l’espressione anche energica del campo emozionale prevalente. In questa fase dell’elaborazione emozionale avviene la riconquista di punto di equilibrio. Questa riconquista non è la ripetizione dello status precedente l’evento traumatizzante e doloroso. Ogni volta che la normo riflessione centra campi emozionali anche estremi, l’uomo conquista una capacità emotiva maggiore. L’esperienza di campi emozionali anche estremi induce la necessità di una successiva integrazione. Da questo processo dipende la completa maturazione emotiva del singolo individuo.  Leggi tutto.

Campi emozionali e medicina biologica

Campi emozionali e medicina biologica

I campi emozionali della medicina biologica sono utili a  comprendere l’ interazione tra lesione tissulare alla sofferenza psichica. La malattia è una risposta biologica a un conflitto non derogabile nella quale sono implicati i campi emozionali. Si tratta di una modalità per la quale la necessità di sopravvivere procede evolvendo nuove capacità e maggiore consapevolezza. La vita umana è un composto di sostanza corporale, emozionale e spirituale. Pertanto per la medicina biologica la malattia deve necessariamente costituire una soluzione biologica oltre a rappresentare un processo somatico. Le emozioni sono il campo nel quale i profondi legami tra modo e senso della malattia si manifestano.   Leggi tutto.