Tristezza carente o ipotristezza e medicina biologica

Tristezza carente, ipotristezza e medicina biologica

La tristezza insufficiente o ipotristezza è per la medicina biologica l’espressione disarmonica, inefficiente e manchevole del campo emozionale in oggetto. Il campo emozionale tristezza insufficiente o ipotristezza corrisponde alla depressione intesa però non come diagnosi psichiatrica, ma come quell’emozione cupa tipica dei soggetti disoccupati di sé. In tristezza insufficiente si scivola da una posizione di deficit nell’elaborazione introspettiva, verso quella trascuratezza del proprio interiore, comunemente denominata melanconia. L’ipotriste non riesce a passare dallo sguardo verso il mondo, allo sguardo verso sé. Pertanto perde un’enorme possibilità di correlare e comprendere gli eventi mondani non fortunati. In ipo tristezza non si può osservare un evento conflittuale dal lato del risentito, pertanto ogni evento è letto esclusivamente come storico. Poiché la storia di ogni vita difficilmente è una sequenza di eventi fortunati, la reazione melanconica dell’ipotriste è più che scontata. Un evento conflittuale avvenuto sul piano storico è, infatti, passato e pertanto immutabile. Solo la capacità introspettiva dell’essere umano, permette una nuova elaborazione dello stesso, tale da risolvere il conflitto sottostante.   Leggi tutto.

Paura insufficiente, ipopaura e medicina biologica

Paura insufficiente, ipopaura e medicina biologica

La paura insufficiente o ipopaura è per la medicina biologica l’espressione disarmonica, inefficiente e manchevole del campo emozionale in oggetto.  Al campo emozionale paura equilibrata corrispondono  ovviamente due condizioni di perdita di tale equilibrio: l’iperpaura e l’ipopaura. L’ipo paura è un’insufficiente capacità emotiva nella gestione di situazioni con contenuto minaccioso. L’individuo in ipopaura non riesce a gestire il conflitto biologico e quindi non lo conclude. Resta in una forma costante di paura cronica insufficiente a una reazione corretta ed è quindi non è efficiente e operativo. In ipopaura si soffre pertanto di ansia, di fobie e di angoscia.  L’ipopauroso non possiede la facoltà di gestire un’emergenza e quindi non è mai sollevato dal timore di soccombere, se questa si verifica.  Leggi tutto.

Paura eccessiva iperpaura e medicina biologica

Paura eccessiva iperpaura e medicina biologica

La paura eccessiva o iperpaura è per la medicina biologica un’espressione disarmonica, esagerata e inefficace del campo emozionale normo paura. Al campo emozionale paura equilibrata corrispondono  ovviamente due condizioni di perdita di tale equilibrio: l’iperpaura e l’ipopaura. La paura eccessiva o iperpaura è caratterizzata da una violenta espressione delle stesse sensate caratteristiche del normocampo.  L’iperpaura è una reazione di panico. La funzione fisiologica della paura è bloccare tutto il superfluo per garantire tutte le energie disponibili alla risoluzione di un’emergenza. Nel panico, la paura si estende oltre il fisiologico, trasformandosi in un blocco acuto e tetanico, che provoca invece di risolvere una situazione di emergenza.   Leggi tutto.

Tristezza eccessiva o ipertristezza e medicina biologica

Ipertristezza e medicina biologica

La tristezza eccessiva o ipertristezza è per la medicina biologica un’espressione disarmonica, esagerata e inefficace del campo emozionale in oggetto.  Il campo emozionale tristezza eccessiva o ipertristezza descrive una condizione per la quale il soggetto è esageratamente occupato di sé, tanto che nonostante l’introspezione non riesce ad apprezzare alcuna opportunità di cooperazione con gli altri. Egli tende a occuparsi di sé eccessivamente, privando gli altri di scambio, partecipazione o crescita. Talvolta la tristezza eccessiva determina che il soggetto si occupa di se molto prima che sia opportuno. Quest’occupazione di sé precoce e accentuata è denominata preoccupazione.   Leggi tutto.

Riflessione insufficiente,iporiflessione e medicina biologica

Riflessione, iporiflessione e medicina biologica

La riflessione insufficiente o iporiflessione è per la medicina biologica l’espressione disarmonica, inefficiente e manchevole del campo emozionale in oggetto. L’ipo riflessione è il campo emozionale complementare all’iperiflessione. In questa condizione il deficit di regolazione, distribuzione e compensazione emozionale insito comporta la riduzione dell’attività emotiva svolta. L’iporiflessivo non registra l’evento emozionale con la stessa attenzione e non si occupa di gestire, regolare e compensare il dato. L’uomo in ipo riflessione è un superficiale, disattento di sé e di conseguenza anche degli altri. La diminuita capacità di regolazione è notata dai famigliari o dai consimili, che tendono a non affidare mai responsabilità a un iporiflessivo. La soluzione, infatti, che si adotta in ipo riflessione, quando confrontati con le difficoltà è evitare di percepirle. Da questo punto di vista il comportamento di un iporiflessivo può apparire infantile. Spesso questo comportamento è in dissonanza con l’età biologica e questa condizione può essere motivo di litigio. Non di meno di questo litigio soffre principalmente l’interlocutore sfortunato di un soggetto in iporiflessione. Infatti, di fronte al conflitto di questo genere la soluzione dell’iporiflessivo è sempre uguale. Egli non percepisce per nulla il problema, rimane piuttosto tranquillo e poco partecipativo alla crisi che si presenta.   Leggi tutto.

Riflessione eccessiva, iperiflessione e medicina biologica

Iperiflessione e medicina biologica

La riflessione eccessiva o iperiflessione è per la medicina biologica un’espressione disarmonica, esagerata e inefficace del campo emozionale in oggetto. La riflessione eccessiva o iperiflessione deriva da un’esperienza conflittuale che sovraccarica la normo riflessione. L’essere umano così stimolato ha motivo di disattendere la necessità biologica di una riposta immediata.  Nell’iperiflessione ci troviamo in un campo emozionale in cui la funzione d’integrazione emotiva appare come deformata sotto una lente d’ingrandimento e oltretutto fissata su alcuni punti eccessivamente. L’iperiflessivo non riuscendo a tornare nel proprio equilibrio emotivo, esagera nel riproporsi ciclicamente situazioni conflittuali e diventa ossessivo. In iperiflessione ripete un ragionamento, un comportamento o un rituale senza che questo sia più un precursore di soluzione. Compare una compulsione alla ripetizione ossessiva di gesti, comportamenti e pensieri che non assolvono più alla maturazione emotiva del soggetto emozionante.  Leggi tutto.